Cina e India nell'accordo di Copenhagen



Cina e India nell
Cina e India - le due principali economie emergeti - hanno detto sì a Copenhagen!
Il testo, redatto lo scorso dicembre a Copenhagen durante il vertice Onu, prevede il limite di due gradi all'aumento dell'aumento della temperatura media terrestre, e allo stesso tempo la creazione di un fondo di 30 miliardi di dollari l'anno nel triennio 2010-2012 e di 100 miliardi di dollari per il periodo 2012-2010. Dopo l'ok di Brasile, Sud Africa e Messico anche Cina e India annunciano di essere favorevoli nell'essere inclusi nella lista, chiudendo così il cerchio dei grandi paesi in via di sviluppo. In questo modo dimostrano interesse nel non rimanere fuori da un'azione climatica globale da molti condivisa.

Tuttavia il bisogno di non sentirsi pressati dalle nazioni ricche, e di non essere obbligati da impegni vincolanti, è fondamentale per le due nazioni, che sottolineano il fatto che l'accordo non presenta un valore giuridicamente vincolante da raggiungere ma un accordo impiegato come input per i negoziati.

Ad oggi sono 40 i Paesi sviluppati che hanno fissato gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni al 2020; quelli in via di sviluppo sono 30. L'impegno cinese è quello di un taglio del 40% della CO2 atmosferica entro il 2020.
L'India, dal canto suo, cercherà di ridurre l'intensità delle emissioni del PIL dal 20 al 25%, sempre entro il 2020 (per entrambi i paesi i livelli di riferimento sono quelli registati nel 2005).

Il prossimo incontro Onu sui cambiamenti climatici avverrà in aprile a Bonn. Sarà forse questa l'occasione per sentire l'opinione di chi ancora non fa parte di quest'accordo? Sarà forse questa l'occasione per sentire il parere  della Russia? L'ultima grande "voce" inquinante che manca all'appello.
Fonte: rinnovabili.it
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