48 ore alla fine del vertice di Copenaghen

Il tentativo di arrivare ad un’intesa, nonostante le numerose questioni ancora da risolvere, sembra molto difficile. A fare questa dichiarazione è il primo ministro britannico Gordon Brown, che ha lasciato la dichiarazione alla Bbc. „Sono comunque determinato a lavorare con tutti i Paesi“.
Usa e Cina, a 48 ore dalla fine degli incontri, sono sempre più distanti. „O si è pronti a compromessi o si fallisce“ ha dichiarato Connie Hedegaard, presidente danese della Conferenza Onu. Per il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, i finanziamenti sono il cuore die negoziati, con un accordo su questo punto la strada è in discesa. In questa direzione si pensa di creare un registro o un meccanismo di monitoraggio delle azioni nazionali di mitigazione di cambiamenti climatici per ogni paese in via di sviluppo. Intanto, l’Unione Africana sostiene che la morte del protocollo di Kyoto sarà la morte dell’Africa.
A difendere i paesi poveri ci pensa Benedetto XVI, che afferma che l’abuso del Pianeta è una grave minaccia, grave quanto il terrorismo, mentre Angelika Merkel, la Cancelliera tedesca, ha ammesso di essere un po’ nervosa sull’esito del summit.
Durante una teleconferenza durata 50 minuti, tra il presidente francese Nicolas Sarkozy, il presidente Usa Barack Obama, il Cancelliere tedesco Angela Merkel e il premier britannico Gordon Brown, si è deciso di fare il punto sullo stato di avanzamento dei negoziati. Obama ha dichiarato di essere fiducioso sulla possibilità di giungere ad un accordo operativo sulla riduzione dei gas inquinanti e raggiungerà Copenaghen il 18 dicembre per la fase finale del vertice.